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percorso di ricerca di determinazione e obiettivi

#cercoladirezione e parto dal passato

È successo qualcosa di inaspettato.  Dopo aver pubblicato il resoconto della mia prima settimana cercando la direzione, non sono più sola. Alcune amiche, donne come me alla ricerca del proprio passo, hanno colto l’ispirazione e si sono unite in questa sfida: una riflessione quotidiana sull’incedere, sul percorso, la foto dei piedi che ci sostengono come pretesto per focalizzare l’attenzione sulle radici. Cercatele seguendo l’hashtag #cercoladirezione su Instagram e Facebook. Questa settimana per me altre sorprese, altri appunti, altre coordinate.

agosto un mese che non am(av)o

Agosto, un mese che non am(av)o

Non ho mai amato Agosto. Non amo particolarmente neppure l’estate e questo mese ne è l’apoteosi. Non amo il mare con la calca, il caldo, non amo le vacanze programmate e neppure le aspettative che inevitabilmente vi si posano. Proprio per onorare la mia nota coerenza, quest’anno ho programmato le vacanze con un anticipo sorprendente. A Febbraio avevo già deciso che dopo le ferie tutti insieme a Luglio in montagna, avrei trascorso Agosto a Brindisi, dai miei, con i bambini. Tutto il mese, come non succedeva da una vita, perché i bambini potessero andare al mare e io potessi riprendere fiato in un luogo che mi appartiene, a cui appartengo.

#cercoladirezione

#cercoladirezione una sfida lunga un anno per ritrovare il passo

In maniera assolutamente casuale e inaspettata, ho avuto un’intuizione. Niente di eclatante, s’intende, eppure qualcosa di abbastanza insistente da provocarmi curiosità  e poi compiacimento. Un giorno che casualmente era un primo del mese — l’1 Agosto — e che provvidenzialmente non era né Martedì, né Venerdì (son superstiziosa, da buona meridionale, e di Venere e di Marte, non si sposa, non si parte, né si dà principio all’arte) ho posizionato la fotocamera dell’Iphone per immortalare i miei sandaletti spagnoli, presi a Giugno a Madrid durante un breve viaggio con il MaritoZen senza i bambini.

affinità-elettive-chiudere-le-porte

L’amore non esiste — la voce, le scelte, le affinità elettive

A volte ho creduto di poter chiudere le porte. È facile. Chiudi, ti volti e metti un passo davanti all’altro. Ti immergi nel dopo, affondi le mani nel nuovo, affoghi nelle trame del futuro. Poi ti affidi al tempo, alla memoria che vacilla, al torpore degli anni che si sommano, alla nebulosa dei ricordi, ed è fatta. Tutto scorre e non torna più. Sei altro, cambi, non c’è più nulla da spiegare. Forse a volte qualcuno stuzzicherà quel passato, una domanda, un’insinuazione, ma tu sei diversa, hai trovato la giusta distanza, quel tono pacato e deciso con cui mettere a tacere ogni illazione scomoda ti viene naturale. E punto a capo. Eppure accade. Una coincidenza, un momento di distrazione e ci sei di nuovo dentro. Così rifletti sulle affinità elettive. Quelle scelte che si fanno per istinto, quelle relazioni che partono da una voce intonata alla tua e semplicemente si accordano e si scambiano profondità ed estensione. L’amore non esiste. Vorrei trovare sinonimi per raccontare quello che accade tra le persone che si incontrano e …

Dove cadono i fulmini — la mia città, la musica, ritrovamenti

“Non tornerò mai più sulle orme Scarpe nel fango non mi fanno correre Non tornerò mai più sulle orme Me le ricordo già bene così Mi perdo sempre, ma so sempre da che parte è il mare Mi perdo sempre, ma so sempre da che parte è il mare Arrivare là Non tutti i passi lasciano impronte E mi perdo sempre, ma so sempre da che parte è il mare Mi perdo sempre, ma so sempre da che parte è il mare Arrivare là, dove cadono i fulmini Arrivare là, dove cadono i fulmini”.